Visita al termine del rapporto di lavoro: Quando è obbligatoria?

La visita medica al termine del rapporto di lavoro, o visita medica di fine rapporto, è obbligatoria, secondo quanto previsto dal D.Lgs 81/08, in casi specifici, quando il Lavoratore abbia svolto mansioni che prevedevano:

  • esposizione ad agenti chimici (D.Lgs. 81/08 art. 229: “…In tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare”)
  • esposizione ad amianto (D.Lgs. 81/08 art. 259: “…In tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare ed all’opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti sanitari”)
  • esposizione a radiazioni ionizzanti (D.lgs. 230/95 e s.m.i.)

La visita medica di fine rapporto deve essere svolta dal Medico Competente, analogamente a tutte le altre visite nell’ambito della Sorveglianza Sanitaria.

E’ obbligatoria per verificare lo stato di salute del Lavoratore dopo il periodo passato a svolgere una mansione considerata dalla vigente normativa in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro più a rischio di altre. 

Non è necessario che il Medico Competente esprima un Giudizio di Idoneità, trattandosi di una visita effettuata quando il lavoratore termina la sua attività in quella realtà lavorativa.

In tutti gli altri casi, ovvero quando il Lavoratore svolge mansioni che non comportano le esposizioni sopra riportate, la visita medica di fine rapporto non è obbligatoria.

Tuttavia, è consigliabile nel caso di esposizione ad agenti fisici, cancerogeni e mutageni, rischio biologico. In questi casi ricordiamo che il medico competente deve informare il lavoratore sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche successivamente alla cessazione di rapporto di lavoro.

Immagine di jcomp su Freepik

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Emergenze aziendali: Gestirle al meglio per contenere i danni

Negli attuali contesti aziendali, anche in conseguenza dei pesanti cambiamenti climatici, sono sempre più diffuse ed improvvise le situazioni di emergenza che rendono fondamentale un’adeguata squadra delle emergenze, che potrebbe anche essere coinvolta in un piano di emergenza ed evacuazione.

Risulta quindi di primaria importanza la presenza di un numero adeguato di addetti alle emergenze (antincendio e primo soccorso) e di una loro efficace formazione. Va naturalmente effettuata anche la sensibilizzazione al tema di tutti i lavoratori.

Per questo motivo desideriamo riproporre un quesito sempre più attuale: quanti addetti alle emergenze devono essere designati?

Il datore di lavoro deve designare un numero di addetti alle emergenze affinché l’intera area di lavoro sia sempre coperta.

Il numero corretto di addetti alle emergenze deve tener conto di tutti parametri di seguito elencati:

  • rischi aziendali che possono determinare la necessità di intervento degli addetti alle emergenze (es. incendio, taglio, chimico, caduta dall’alto);
  • dimensioni aziendali: numero di lavoratori e metratura dello stabilimento;
  • layout aziendale: compartimentazione delle aree di lavoro (separazioni fisica tra aree, spazi vasti con percorsi tortuosi, presenza di più capannoni attigui), suddivisione su più piani (es. ufficio e produzione);
  • turni di lavoro e numero di lavoratori per turno;
  • sostituzione di addetti alle emergenze assentianche temporanea, a prescindere dal motivo dell’assenza (es. uscita per lavoro dalla sede aziendale, malattia, ferie).

Formazione e Aggiornamento degli addetti alle emergenze:

  • Addetti antincendio: formazione base + aggiornamento quinquennale
  • Addetti primo soccorso: formazione base + aggiornamento triennale

Per saperne di più contattaci! Servizio clienti – Stefania La Gatta stefania.lagatta@csmcare.it

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